22/10/2020

Verde Giardino - Illuminare la chioma degli alberi

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Autore L&L Communication Team
Categoria Illuminare gli ambienti
Tempo di lettura

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Mai come in questo periodo storico parchi e giardini hanno assunto tanto valore. Dopo le settimane di #stayathome per l’emergenza Covid19, le passeggiate nel verde sono state il primo passo verso un lento ritorno alla normalità per molti di noi. 

Per non parlare dei giardini privati residenziali, vera e propria estensione dei locali abitativi. Per questo vogliamo che la nuova sezione del blog L&L inizi da qui, un tributo al verde, che tanto valore ha per noi
(a proposito di questo blog).

Sarà un’immersione nel giardino in tre tappeMetteremo in luce le chiome in questo articolo, per poi spostarla, nel prossimo, in direzione del tronco, i cespugli, le piante basse e le aiuole.
Nel terzo parleremo invece di finiture, di colore della luce e di luce colorata. 


Ma poche chiacchiere, cominciamo.

Vittoriale degli Italiani

Spot proiettori da esterno, 3000K, 6W, 40°
Scopri progetto e credits

Capire l’ambiente

Partiamo dal presupposto che la luce abbia la capacità di esaltare i punti forti dello spazio, mettendo letteralmente in ombra le sue parti più deboli. Le domande da farsi all’inizio sono:

Quali sono i focal points?
Come voglio muovermi nello spazio?
Dove voglio concentrare la mia attenzione?
Quali volumi voglio valorizzare? E quali preferisco non mettere in risalto?

Come per la luce architetturale, anche nel caso di un giardino, la luce è subordinata all’architettura dello spazio da esaltare.

Il primo punto della nostra ideale check list sarà quindi capire la morfologia dell’ambiente, dove posso permettermi di premere l’acceleratore e dove è meglio viaggiare cauti.

Possiamo valutare se concentrare l’attenzione su soggetti definiti come un gruppo di piante, una scultura, le aiuole, un camminamento, la fontana se l’abbiamo e le fronde. Questo ci aiuterà a creare una mappa mentale di zone su cui concentrarci ad evitare confusione e sovrapposizione di effetti luminosi.

Ipotizziamo che parlando di un giardino l’elemento più spettacolare da esaltare siano le chiome degli alberi, iniziamo da lì.

Le chiome degli alberi: come illuminarle?

Ci sarebbe un grande inciso da aprire: di che tipologia di alberi stiamo parlando? che tipo di chioma? Come è immaginabile ognuna si comporta in maniera diversa e per ciascuna è da valutare dove posizionare l’apparecchio illuminante:

sotto la chioma,

dentro la chioma,
distante dalla chioma.


Per capire dove posizionare la luce riflettiamo su quale effetto di luce vogliamo ottenere, e solo successivamente sulla posizione dell'apparecchio per ottenere quell'effetto.

1. Drama Queen

L’effetto drammatico, solitamente caratterizzato da un passaggio tra luce e ombra molto contrastato, si lega a una volontà di attribuire solennità e imponenza a un soggetto. 

Particolarmente utilizzato sulle chiome colonnari, come quelle dei cipressi, che hanno una forma compatta dai contorni netti, si può ottenere con apparecchi a incasso o proiettori con ottica medio-stretta, tra i 10° e i 40°, posti alla base del tronco.

L’effetto dal basso verso l’alto slancia le forme in maniera decisamente imponente.

Lavorando con i colori si può aggiungere drammaticità, specialmente se la luce è di colore - profondo - rosso :) 

Cascina Ranverso, Buttigliera Alta, Torino. Susanna Antico Lighting Design Studio

Bright 3.G, 2700K, 9W, 35° Scopri progetto e credits

Torre Bassano, Torre del Greco, Napoli

Flori 1.2, RGBW, 13W, 60°, cor-ten Scopri progetto e credits

Qui invece vediamo l’esempio di luce dal basso applicata a chiome di tipo globose come quelle degli aceri giapponesi. I contorni frastagliati di queste chiome attenuano il contrasto tra luce e ombra, ma i volumi rimangono facilmente leggibili.

2. Risalto all’ampiezza e alla forma

Se la conformazione della pianta ostacola il diffondersi della luce posizionata dal basso, occorre distanziare gli apparecchi dal tronco, aumentando i punti luce e utilizzando ottiche più larghe.


Nell’esempio di sinistra la pianta ha una ramificazione che parte alla base del tronco e degli apparecchi di uguale intensità posizionati in diversi punti ci permettono di apprezzarne l’apertura. 
Nell’esempio di destra invece, ad essere valorizzata dall'illuminazione è l’ampiezza delle fronde, la chioma a ombrello del carpino bianco.

Giardino di un’abitazione privata

Bright 2.4, 3000K, 7W, 47°, acciaio inox Scopri progetto e credits

Giardino di un’abitazione privata

Stra 1.0, 3000K, 37W, 37° Scopri progetto e credits

3. Luce che si arrampica

Finora ci siamo concentrati sulla forma esterna della chioma, come se fosse una forma chiusa. Poniamo il caso che invece la bellezza di un albero stia nella sua ramificazione interna e che siamo alla ricerca di un effetto luminoso che esalti la sua parte interna, lasciando all’occorrenza le foglie in controluce (illuminazione “in negativo”).

In questo caso possiamo fare “arrampicare” la nostra luce all’interno dell’albero, fissando sui rami dei proiettori di piccole dimensioni tramite l’apposita cinghia di ancoraggio. Si tratta di una fascia di morbide fibre che che può essere facilmente allargata o riposizionata senza intaccare in alcun modo la corteccia.

Giardino di un’abitazione privata

Stra 1.0, 3000K, 37W, 37° / Spot 3.4, 3000K, 15W, 15°, antracite, con cinghia di ancoraggio Scopri progetto e credits

Ginko proiettore da esterno

Ginko 2.0, 3000K, 7W, 68°, verde minerale - antracite, con cinghia di ancoraggio

È importante plasmare la luce sull’oggetto che illuminiamo, cercando di prevedere come l’oggetto, in questo caso l’albero, restituirebbe la luce.

Se l’effetto di luce al negativo ci piace, è da valutare se l’albero non abbia una chioma troppo folta, che non si presta ad ospitare il proiettore al suo interno. In questo caso dovremo riconsiderare il posizionamento dal basso.

4. Effetto 3D

Di giorno, la luce che filtra tra i rami ci restituisce un susseguirsi di piani, mentre se al buio puntiamo un proiettore frontalmente su una chioma noteremo un evidente appiattimento delle superfici.
Per esaltare la resa tridimensionale sappiamo che il posizionamento è tutto.

A volte però abbiamo poco margine di manovra sull’installazione degli apparecchi e l’illuminazione può essere l’unica variabile possibile.

Dobbiamo quindi rinunciare a un effetto luminoso che riveste la chioma nella sua totalità?
Certamente no.

Ci viene in soccorso un accessorio, che abbiamo inserito nel nostro catalogo a partire dal 2017 su indicazione del lighting designer Francesco Iannone: il filtro ombra

Definiamo “filtro ombra”: un vetro serigrafato che viene applicato al proiettore che ha la funzione di rompere l’uniformità attraverso la creazione di zone d’ombra nel cono di luce.

L'obiettivo è quello di rendere una superficie luminosa vibrante, in grado di creare un sorprendente effetto tridimensionale.

Filtro ombra "bosco"

Si veda il confronto tra le immagini sotto A e B, dove il bambù è illuminato da un proiettore da 55W a una distanza di 2,5 m.

Palladiano proiettore da esterno

Palladiano 1.0, 4000K, 55W, 85°x85°, antracite Scopri il prodotto

 

Palladiano proiettore da esterno

Palladiano 1.0, 4000K, 55W, 85°x85°, filtro ombra bosco, antracite Scopri il prodotto

La chioma cresce e cambia dimensione: cambiare gli apparecchi illuminanti?

Per sua definizione la natura è in divenire, e nel caso di un giardino questo comporta esigenze di adattamento degli apparecchi illuminanti.


Per venire incontro a questa annosa questione abbiamo sviluppato tre soluzioni:

A. L’utilizzo di proiettori dotati di zoom ottico manuale, che regolando il corpo come fosse un obiettivo di una macchina fotografica, permettono di intervenire sull’ampiezza dell’emissione luminosa (9°÷36°)

Ginko, zoom ottico manuale

Ginko, zoom ottico manuale

B. L’utilizzo di un picchetto accessorio di piccole dimensioni su cui fissare il proiettore, da sostituire con uno di diversa lunghezza, al crescere dell’albero: un’altra funzionalità del picchetto, oltre a quella più nota di superare le barriere che ostacolano l’illuminazione.

Ci siamo lasciati ispirare dal progetto illuminotecnico di Susanna Antico Lighting Design Studio alla Cascina Ranverso, dove l’intervento d’illuminazione d’accento sui giovani alberi che accompagnano l’ingresso dal portone principale ha previsto la dotazione di picchetti di diverse lunghezze per poter alzare la sorgente luminosa al crescere della chioma dei carpini.

Cascina Ranverso, Buttigliera Alta, Torino. Susanna Antico Lighting Design Studio

Kleo 1.0, 2700K, 10W, 30°, cor-ten, con picchetto per installazione a terra  Scopri progetto e credits

💡 📞 💡
Vorresti un picchetto orientabile? O magari telescopico?
Chiedicelo, anche se non lo vedi a catalogo, sappiamo esaudire questa e altre richieste speciali :)

C. Sostituzione delle ottiche : se l’apparecchio prevede che si possa intervenire sulle ottiche, sostituendo ad esempio un emissione stretta con una più larga, questa è proprio la situazione ideale in cui questa funzionalità torna utile.

Abbiamo fin qui parlato di diversi tipi di chioma e dei loro diversi effetti d’illuminazione, nel prossimo post: illuminare il tronco, i cespugli, le piante basse e le aiuole.

Hai utilizzato gli apparecchi L&L per illuminare
una chioma bizzarra o con un effetto particolare?

Faccelo sapere!

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